Google Lens: come sfruttarlo davvero, ora che la fotocamera parla con l'AI

    Maickol Bonardi7 min di lettura

    Donna in un negozio di piante che inquadra un fiore con l'app di Google Lens sul telefono

    In Italia la ricerca visiva ha appena fatto un salto: da marzo si può inquadrare un oggetto e fare domande a voce, in italiano. Ecco cosa cambia per chi usa lo smartphone ogni giorno, e perché per le imprese del made in Italy è una questione di visibilità.

    Quasi tutti hanno Google Lens sul telefono. Pochissimi lo usano per qualcosa di diverso dal tradurre il menu in vacanza o riconoscere una pianta in giardino. Eppure, nel giro di pochi mesi, quello strumento un po' dimenticato è diventato uno degli ingressi principali alla nuova ricerca di Google basata sull'intelligenza artificiale.

    Il momento di svolta per l'Italia ha una data precisa. Il 26 marzo 2026 Google ha esteso Search Live a tutte le lingue e i paesi in cui è attiva AI Mode, Italia compresa. E la novità riguarda direttamente Lens: mentre si inquadra qualcosa, basta toccare l'opzione "Live" in basso per avviare una conversazione in tempo reale su ciò che si sta guardando.

    Tradotto: non si scatta più una foto per ricevere una lista di risultati. Si punta la fotocamera e si parla con il motore di ricerca. Per capire come sfruttare al massimo Google Lens oggi, bisogna partire da qui.

    Da curiosità a infrastruttura: i numeri

    Per capire la portata del fenomeno basta guardare la crescita. Nel 2021 Google parlava di 3 miliardi di ricerche visive al mese, diventate 8 miliardi a maggio 2022 e 10 miliardi all'inizio del 2023. Oggi il riferimento è quasi il doppio: circa 20 miliardi di ricerche visive mensili, di cui il 20% legato allo shopping.

    Oltre sei volte in poco più di quattro anni. Per rendere l'idea, 20 miliardi di ricerche al mese significano più di 3.000 richieste al secondo. Sul fronte delle persone, secondo uno dei cofondatori di Lens, sono oltre 1,5 miliardi gli utenti che ogni mese cercano ciò che vedono, con una crescita annua del 65%.

    Non è più una funzione di nicchia. È un secondo modo di interrogare il web, parallelo alla barra di ricerca.

    Cosa è cambiato in Italia negli ultimi mesi

    La sequenza è stata rapida. Prima è arrivata AI Mode, la modalità di ricerca conversazionale basata su Gemini, disponibile anche in italiano da fine 2025 e con la possibilità di usare Lens per caricare immagini. Poi, a marzo, Search Live, che funziona grazie al modello Gemini 3.1 Flash Live e risponde nella lingua scelta dall'utente.

    Attivarlo è semplice: si apre l'app Google su Android o iOS e si tocca l'icona Live sotto la barra di ricerca. Non servono account a pagamento: se l'app è aggiornata, la funzione dovrebbe esserci. Il rilascio però è stato graduale, completo su Android e progressivo su iOS; se l'icona non compare, conviene aggiornare l'app e verificare che AI Mode sia attiva.

    Un dettaglio pratico da non sottovalutare: Search Live continua a funzionare in background, quindi si può parlare con l'AI mentre si usano altre app.

    L'esempio scelto da Google nel suo annuncio italiano è volutamente quotidiano: chiedere consiglio per rifoderare una poltrona inquadrandola. La Ricerca vede cosa c'è davanti, dà suggerimenti e rimanda a link di approfondimento. È esattamente il tipo di domanda che, scritta a parole, non si saprebbe nemmeno come formulare.

    Le funzioni di Lens che fanno risparmiare tempo davvero

    Prima di arrivare alle implicazioni, vale la pena mettere ordine tra gli usi più concreti. Non i trucchi da effetto speciale, ma quelli che tolgono lavoro ripetitivo.

    Copiare testo dalla carta al computer

    È la funzione più sottovalutata. Lens permette di copiare paragrafi, numeri di serie e altro da un'immagine e incollarli sul telefono o sul computer tramite Chrome. Il codice di un macchinario, una bolla di consegna cartacea, una pagina di manuale: da minuti di battitura a pochi secondi, e senza errori di trascrizione.

    Biglietti da visita che diventano contatti

    Dopo una fiera o una serata di networking, i biglietti da visita finiscono spesso in un cassetto. Fotografandoli, Lens estrae i dati e propone di creare un nuovo contatto, oppure completa quello esistente con telefono, email o indirizzo mancanti.

    Tradurre documenti e etichette

    La traduzione in tempo reale copre oltre 100 lingue. Utile in viaggio, ma anche in ufficio quando arriva una scheda tecnica da un fornitore estero o un'etichetta in una lingua sconosciuta.

    Controllare i prezzi in negozio

    Inquadrando il codice a barre o il QR di un articolo e toccando "Prodotti", si vedono le offerte di altri rivenditori. Con Search Live si può fare lo stesso a voce, inquadrando un'etichetta e chiedendo dove si trova a meno.

    Compiti, studio, spiegazioni

    Per matematica, storia, chimica, biologia e fisica, Lens restituisce spiegazioni, video e risultati partendo dalla foto dell'esercizio. Un aiuto concreto anche per i genitori alle prese con equazioni dimenticate da anni.

    I limiti che nessuno racconta

    Non tutto funziona alla perfezione, ed è giusto dirlo. Lens resta sensibile a come si scatta: luce scarsa, angolazioni oblique o sfondi confusi peggiorano molto i risultati. E con oggetti artigianali, pezzi vintage o prodotti senza marchio visibile il riconoscimento fallisce spesso.

    C'è poi un divario linguistico: la ricerca multipla rende al meglio in inglese, mentre nelle altre lingue i risultati shopping sono meno ricchi e i suggerimenti meno precisi. Anche le novità arrivano prima negli Stati Uniti: Search Live era partito lì a settembre 2025, sei mesi prima dell'Italia.

    Infine la privacy, soprattutto per chi fotografa documenti di lavoro. Se non si vuole che le immagini usate con Lens finiscano nelle Attività web e app, si può disattivare l'opzione sulla cronologia delle ricerche visive, che secondo Google è spenta di default. Un controllo di due minuti nelle impostazioni dell'account vale la pena.

    Perché è un tema che riguarda le imprese italiane

    Qui c'è l'angolo che conta di più per il nostro tessuto economico.

    Se circa un quinto di 20 miliardi di ricerche visive mensili riguarda prodotti, ogni mese ci sono miliardi di momenti in cui qualcuno inquadra un oggetto e chiede, in sostanza, "dove lo compro?". E Lens ormai risponde con confronti di prezzo tra rivenditori, recensioni, offerte e indicazioni d'acquisto.

    Per un'azienda la domanda diventa: quando un cliente inquadra il mio prodotto, o uno simile, compaio io o compare un concorrente?

    In Italia questa domanda ha un peso particolare. Il nostro sistema produttivo è fatto in larga parte di piccole imprese, artigiani e produttori con prodotti distintivi ma spesso senza un marchio riconoscibile a colpo d'occhio. Esattamente la categoria su cui il riconoscimento visivo fatica di più. Mobili su misura, ceramiche, prodotti alimentari tipici, abbigliamento di piccoli laboratori: rischiano di essere "invisibili" alla fotocamera, mentre i grandi marchi già presenti nei cataloghi di Google vengono riconosciuti al primo scatto.

    La buona notizia è che colmare questo divario costa poco. Foto nitide su sfondo pulito, più angolazioni per ogni prodotto, nomi dei file descrittivi, schede prodotto complete sul sito e una scheda Google Business aggiornata con immagini reali. Non serve un budget pubblicitario: servono qualche giornata di lavoro e un po' di metodo. Le foto prodotto non sono più solo vetrina, sono dati che un algoritmo deve riuscire a leggere.

    Tre cose da fare questa settimana

    Per sfruttare Google Lens in modo concreto, meglio lasciare perdere le liste di trucchi e partire da tre azioni.

    La prima: scegliete un'attività ripetitiva che oggi fate a mano, come trascrivere dati da documenti cartacei o inserire contatti, e provate a farla con Lens per una settimana. Contate i minuti risparmiati.

    La seconda: aprite l'app Google, provate Search Live inquadrando qualcosa che usate al lavoro e fate una domanda a voce. Capire come ragiona vi aiuta a capire come la usano i vostri clienti.

    La terza, se avete un'attività: fotografate il vostro prodotto più venduto e cercatelo con Lens. Guardate cosa restituisce Google. Se non comparite voi, avete appena trovato una priorità di marketing per i prossimi mesi.

    Conclusione

    Google Lens è nato come curiosità tecnologica e oggi è la porta d'ingresso di una ricerca che vede, ascolta e risponde in italiano. Per chi lo usa ogni giorno significa meno tempo perso in compiti ripetitivi. Per chi vende significa una nuova vetrina, con regole diverse da quelle della SEO tradizionale.

    Chi impara a usarlo ora risparmia tempo. Chi prepara i propri prodotti ora si fa trovare domani. Chi lo ignora resterà, semplicemente, fuori dall'inquadratura.


    Fonti

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    Maickol Bonardi

    Maickol Bonardi

    Fondatore di Growverse Agency

    Aiuta le PMI di Brescia e Bergamo a usare l'intelligenza artificiale con soluzioni su misura, automazioni e formazione in azienda.

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